Cerco lavoro, offro lavoro

Valentina F.

Tutte le estati di cerco lavoro - offro lavoro; me ne trovo uno da venditore, da cameriere. 

Me ne trovo uno come migrante e salto su sulla prima zattera che passa al porto, ad un’ora e mezza da casa, lo raggiungo in bus, senza biglietto. Chissà se capisco qualcosa sull’essere soli e fragili in un mondo del cazzo. 

Da quel momento non mi servono più gli elenchi della spesa; compro quello che riesco, quando riesco a trovare a buon mercato un paio di scarpe con la suola alta, poi penserò ai miei altri desideri. Dio che sei dove vuoi essere per favore ricordati il mio nome di pellegrino in questa terra di santi e bastardi. Fermati per mezzo istante ad odorare la mia pelle e la mia maglietta e chiediti quale sia il motivo per cui sa di fumo alle due del pomeriggio, se io non ho mai toccato una sigaretta dopo i 12 anni.

Ho voluto provare, come tutti, ho fatto il grande davanti alle case popolari degli altri; un colpo di tosse, una catenina al collo nascosta sotto la t-shirt in presenza della ragazza che mi piaceva. Mai io. 

So solo parlare della mia adolescenza, in prossimità di unghie smaltate, divento un eunuco. Blatero, urletto, mi libro beata farfalla. È così che attraverso la città per andare a lavorare fino al 31 di agosto, tutte le estati, con le dita consumate, le mani sempre unte e i miei odiosi capelli corti, quest’anno un taglio da operaio. 

Marco, Luca, Luigi, Pippo finora. Me la godo per sbaglio vicino al bar tabacchi quando passa una donna con le gambe magre e io fischio. Uno strido esagerato, da commedia plautina, per far strabuzzare gli occhi al mio pubblico. Farmi applaudire dal capo, essere uno-di-noi. Altro che studiare altri tre anni di Accademia e farmi fottere quei pochi soldi lasciati dal nonno. Si impara sulla strada e l’anno scorso ne ho anche costruito un pezzo, sotto al sole con Bob Dylan nelle orecchie. Non esiste modo migliore, fottecazzo del tramonto e delle tue abitudini. 

Dove va lei, prof, per scrivere il suo prossimo libro? No perché, vorrei capire come sia possibile essere tutti pezzi di cane da una parte e dall’altra tavolini di vetro e fantastiche vacanze. Vorrei imparare a vendermi, mi alleno da quattro anni. Sono abbastanza grande per questo mondo del lavoro che mi vuole e non mi vuole, ma non mi vuole mai come sono io. Dove sono io non devo dire a nessuno quante ore ho sudato per poter mangiare, devo solo esistere in coda come tanti altri su questa terra verso l’amore universale ed attendere che un giorno.

Ma che un giorno cosa?

Ma che un giorno troviamo il modo di smetterla di ammazzarci tra di noi per delle scarpe o un posto di parcheggio! 

Impossibile, ragazzo. È meglio se torni all’Accademia.

Lì avete ancora un po’ di sogni stupidi di amore e gioventù. Goditela finché non devi sfamare nessuno. 

Mi iscrivo a Ingegneria Ambientale e non ne passo uno, me la prendo lunga da settembre in poi. Aspetto qualcuno che mi dica “ti sei sbagliato, quei 1500€ euro ti rendono davvero migliore del tipo con le converse tarocche. Non solo migliore, anche più contento”.