Chill

Marco Donzelli

Qui intorno è tutto buio,
Non una porta aperta non uno spiraglio,
Sono le 16 il sole entra dalla finestra ma è buio,
Il primo caldo di giugno rende tutto più lento, nonostante un finto venticello,
Sembra che tutto abbia smesso di vivere, il tempo di fluire,
Il silenzio della stanza rende tutto nudo, è quasi molesto, può sentire ogni riflessione,
C'è un metro da sarta arrotolato davanti alla TV spenta,
Le cuffie adagiate su una sedia, come ad aspettare che qualcuno le prenda e le faccia suonare,
I vestiti, senza forze, buttati sulla poltrona,
Le mura, dal colore discutibile, riflettono, 
E una persona, una cosa sospesa, un ammasso di organi e cattive decisioni, buttata sul letto, con gli occhi spalancati e assenti, che guarda il soffitto. 
Il profumo del piovigginare estivo, mi riporta ad atmosfere orientali, 
Se chiudo gli occhi sono cullato da setosi e morbidi hogaku.
Il rumore della moka mi distoglie dal sogno, e mi riporta qui,
Borbotta, come un vecchio che ti racconta della sua gioventù e ti mette di buon umore,
Le voci dei bambini al balcone rompono il silenzio, mi esortano ad alzarmi dal letto, a prendere il caffè, a giocare coi miei tarli e a non prenderli sul serio.
Resto calmo nel tormento, e va così, tutto scorre, vivo dei frammenti che mi offre il tempo.
E nel frattempo, arriva sera e mi dico "Adda passà a nuttata".