Fantastico! #102

Nomi. Cose. Città.

Benvenuti al centoduesimo appuntamento di Fantastico!

In un mondo di datori di lavoro che non trovano dipendenti, siamo datori di dipendenza che non trovano lavoro.


In un mondo di uomini di mezza età che hanno paura di far sedere le donne a tavola, siamo donne e uomini di tavola che hanno paura della mezza età.

Per fortuna in mezzo alla nostra tavola è in arrivo il nuovo numero della rivista di Fantastico! Così pieno di bei contenuti che fa quasi male. Qui per voi un estratto di Undercommons - Pianificazione fuggitiva e studio nero (Tamu Edizioni, 2021).

Debito e credito

Dicono che abbiamo troppo debito. Abbiamo bisogno di un credito migliore, più credito, meno spesa. Ci offrono riparazioni di credito, consulenza di credito, microcredito, pianificazione finanziaria personale. Promettono di pareggiare di nuovo credito e debito, debito e credito. Ma i nostri debiti rimangono insoluti. Continuiamo a comprare un’altra canzone, un altro giro. Non è il credito quello che cerchiamo, e neanche il debito, ma il debito insoluto, vale a dire il debito vero, il debito che non può essere ripagato, il debito a distanza, il debito senza creditore, il debito nero, il debito queer, il debito criminale. Il debito eccessivo, incalcolabile, il debito senza motivo, il debito rovinato dal credito, il debito come suo stesso principio. Il credito è un mezzo di privatizzazione e il debito un mezzo di socializzazione. Fino a quando appaiono abbinati – nella violenza monogama della casa, della pensione, del governo o dell’università – il debito può solo nutrire il credito, il debito può solo desiderare il credito; e quest’ultimo può solo espandersi per mezzo del debito. Tuttavia, il debito è sociale e il credito asociale. […]
- di Stefano Harney e Fred Moten


In un mondo che ci vuole ancorati alla realtà, ma con quel piccolo spiraglio di magia utile solo a farci accontentare, siamo ancore magiche in mezzo all’accontentarsi, utili per lasciare spiragli sulla piccola realtà. Un po’ come In Between, progetto nato nel 2013 a Taranto, dall’idea di Gabriele Benefico, illustratore e fumettista, e di Claudia D’Alò, fotografa.

Questa e altre illustrazioni le troverete tra le pagine della rivista, in uscita il 12 giugno, ma già ordinabile sul sito di Poliniani.


In un mondo pieno di opinioni di Michele Serra, siamo serre piene di mondi opinabili. Di uno di questi ha fatto parte Lawrence Ferlinghetti, padre della Beat Generation, poeta ma anche editore e creatore della libreria City Lights di San Francisco, ancora oggi uno dei punti di riferimento più importanti delle controculture.

In vita e in morte dell’ultimo poeta beat: Lawrence Ferlinghetti

Esistono nel mondo dei posti iconici, lontani dalle foto da cartolina da postare sui social. Tra questi c’è la City Light Books, al numero 261 di Columbus Avenue a San Francisco, libreria e casa editrice fondata da Lawrence Ferlinghetti (1919-2021), il meno “beat” dei poeti “beat”, ma colui grazie al quale «the best minds of my generation» («le migliori menti della mia generazione»; Allen Ginzberg, Howl and other poems, 1956) hanno potuto pubblicare i loro libri e le loro poesie. La sua concezione di libreria era molto semplice: «un luogo d’incontro letterario», dove scrittori e lettori potessero riunirsi per condividere idee sulla politica e sull’arte in generale. […]
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- di Barbara Giannini


Ed io, che sto a guardare e rido, di che rido?
Io che di nascosto vivo, io non vivo che nascosto,
ed ho un po' più di anni, ma non so che cosa invidio.

- I cani, I pariolini di diciott'anni (Il sorprendente album d'esordio de I Cani)

Anche per questa settimana è tutto! Ricordatevi di non lavorare durante il weekend.