Fantastico! #103

Barilla. Appeso. Per i piedi.

Benvenuti al centotreesimo appuntamento con Fantastico!
Io sono bebo e sono qui per dirvi che oggi esce ufficialmente il quinto numero di Fantastico! di carta, il nostro trimestrale bombarolo per sovvertire l’ordine, se non della realtà, almeno dei pensieri.
E questo è forse il link più lungo nella storia di questa newsletter.

Tra chi dice di accettare lavori sottopagati, chi si lamenta dei pochi sforzi che fate per costruirvi una carriera e chi letteralmente invita a spaccarsi la schiena noi la pensiamo così:

Un giorno li seppelliremo tutti.


Nel numero 5 della rivista come al solito non lesiniamo le parole e la lotta, anche grazie ai fumetti agguerriti di Sted:


E al lavoro di poster art spinto da CHEAP:


Per concludere, un assaggino dell’intervista che Giulia Trapuzzano ha condotto con Kaaj Shilya Tshikalandand: mediatrice, antropologa culturale e oracolo tradizionale.

Una cosa che non posso fare a meno di vedere, come donna del sud, come insegnante e storyteller, è come sia diventato semplice comprare praticamente qualunque cosa; si può arrivare ad illudersi di poter acquistare delle skills, degli antenati, delle tradizioni mistiche. Secondo te, esiste in questo senso un white privilege di tipo spirituale? 

Hell yes. Questa convinzione è inscritta nel DNA occidentale. Non si può comprare tutto, non si può comprare un patentino che legittimi davanti a X o Y antenato, divinità, Lwa o Orisha che sia. La pratica mistica in occidente ha sempre avuto due polarità: quella dei cosiddetti fattucchieri di campagna e l’Alta magia; tutto questo già si struttura come una piramide patriarcale, elitista e abilista all’interno di un sistema consumistico. La colonizzazione ha dato un upgrade a questa tendenza, rubando gli strumenti rituali delle colonie con la pretesa di poterli dominare. Non sto a parlare della prima ondata di New Age che ha trasformato pure il bottegaro di paese in guru Yogi dopo aver letto un paio di libri scritti dall’ennesimo californiano trasferito a Delhi.
Con internet poi c’è stata le seconda ondata New Age, quando si organizzavano i sabba su i forum e Tumblr leggendo vecchi grimori scannerizzati che mettevano secoli a caricare, linea dopo linea.
Poi sono arrivati i social e le witchtok love light e glitter, il tutto ballando al suono dei tamburi sciamanici della Siberia e bruciando palo santo messicano.
Là dove le popolazioni nere e native di tutto il mondo si impegnano ad usare il privilegio dell’accesso a materiale cartaceo e virtuale per valorizzare le proprie culture, tradizioni e pratiche con una narrazione diretta che non chiede permesso, la whiteness ha vita dura.


Questo e moltissimo altro ancora su Fantastico! #5: siete già in 200 a leggerci su carta e noi non possiamo che dirvi grazie.
Per chi volesse assistere anche allo stravagante mondo di Fantastico! Live il primo appuntamento sarà il 9 luglio a Bologna, per la rassegna BologninaLive. Maggiori info sulla data e sul tour di F! live nelle prossime settimane.

Bacioni!

Matteo Salvini