Fantastico! #104

Adil. Cose. Città

Benvenuti al centoquattresimo appuntamento con Fantastico!

Prima di cominciare, vi ricordiamo che è uscito il quinto numero di Fantastico! di carta, un trimestrale di un livello culturale che nemmeno potete immaginare.

Bene, dicevamo:


Stanchezza

Mi sono rotta
E non il cazzo, perché quello non ce l’ho
Anche se probabilmente in questo momento penso che vivrei meglio avendone uno
Mi sono rotta
Del mio cosiddetto amico che mi dice che io non devo, anzi non posso, avere paura quando cammino per strada, sia di giorno che di notte
Perché io non so cosa vuol dire avere paura
Mi sono rotta allora
Di quello che mi ha tirato una pacca sul culo mentre stavo camminando per strada alle 10:30 del mattino
Che si è allungato dalla bici, seguendomi per un tratto, solo per tirarmi quello schiaffo secco lì
E ancora fa male, anche se è passata un’ora
Continua a leggere
- di Sofia Olivares


Nel nuovo numero trovate anche un’intervista ai ragazzi di Ciao! Discoteca Italiana, che hanno realizzato dei “Manifesti ad uso delle giovani generazioni”, come questo:


Comunidad

Chiudi gli occhi, e ascolti questa storia, che è anche tua, che è storia dell’umanità, che tocca la tua anima.
Sei un autobus diretto verso una comunità di Ensenada, in Messico, intorno ci sono poche persone. Vedi poco davanti a te una coppia di anziani che si tengono per mano, al tuo fianco una ragazza i cui capelli vengono acconciati dalla madre in due trecce, fra le quali vengono incrociati due nastri color giallo canarino.
Guardi fuori dal finestrino, la tua fronte poggia per metà sul vetro e per metà sulla tenda color blu, intrisa di polvere. Vedi cambiare il paesaggio, si alternano mare, case fatiscenti e ville bianche con fontane senz’acqua, ti dedichi ad osservare i contrasti della natura e quelli nati per mano dell’uomo.
Finalmente arrivi al tuo destino, una donna dai capelli corti e tinti di biondo è lì ad aspettarti, tu sei la sola persona a scendere. Metti in spalla il tuo zaino, riempito con qualche maglietta, un paio di pantaloni di ricambio, della biancheria, un quaderno, una lampadina ed una borraccia.
Leggi tutto il racconto!
- di Francesca Incaprera Huerta


Non basterebbero sei newsletter per mostrarvi tutto ciò che è presente tra le pagine di Fantastico! #5, però potete ordinare la vostra copia e leggerlo direttamente su carta.

Vi ricordiamo, infine, che a breve usciranno tutte le date del tour estivo di Fantastico! Live, con cui saremo a spasso per l’Italia nelle prossime settimane.

Il primo appuntamento sarà venerdì 9 luglio a Bologna, per la rassegna BologninAlive.

Vi aspettiamo!

La ragione per cui è tanto facile suscitare avversione per “i parassiti dei sussidi” sta nel fatto che, nella fantasia dei reazionari, queste persone sono riuscite a sfuggire alla sofferenza cui chi non ha un lavoro è invece costretto a sottomettersi. È una fantasia rivelatrice: l’odio nei confronti di chi richiede un sussidio rivela in realtà quanto la gente odi il proprio lavoro. Gli altri devono soffrire come soffro io. È lo slogan della solidarietà negativa, incapace di immaginare una via d’uscita all’immiserimento del lavoro.

- Mark Fisher, Il nostro desiderio è senza nome