Fantastico! #110

Nomi. Cose. Città.

Benvenutə al centodecimo appuntamento di Fantastico!

Il nostro Gelées (Giacomo Gelati) aveva un podcast di sole buone notizie; adesso è da un bel po’ che non escono nuovi episodi.

Una buona notizia però c’è ed è abbastanza evidente: le 40 medaglie dell’Italia alle Olimpiadi. È proprio l’anno dell’Italia, nulla da dire, soprattutto considerando i centinaia di lavoratori mandati a casa dopo lo sblocco dei licenziamenti, le continue morti sul lavoro che corrono a una media di due al giorno e i 110.000 ettari di terreno bruciati da inizio anno. Forse col bonus terme una vacanza riusciamo a farcela comunque. Scusami Gelées, non sono molto bravo con queste cose.

I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio di tutti, sennò chiamateli privilegi.

- Gino Strada


Qualche anno fa, uscì la notizia di un ragazzo di quattordici anni che, ritrovato senza vita sul fondo del Mediterraneo, si era cucito nella giacca la sua pagella. Come tanti, stava migrando verso l’Europa, in cerca di una nuova vita. E come tanti, anche lui si era cucito addosso qualcosa di importante, perché non si perdesse durante il viaggio: una pratica comune tra i migranti. Da questa storia nasce Corallo. Un brano che racconta la fatica di costruirsi un’identità, di rendersi visibili di fronte all’Altro, tanto da aver bisogno di cucirsi addosso il proprio passato per dimostrare semplicemente di esistere. Corallo è l’urlo di aiuto tra il fragore delle onde, con la speranza che ci sia qualcuno, sulla riva, ad ascoltare. È il silenzio del fondo del mare, dove alcune storie finiscono. È un corpo che non muore, ma si trasforma, rinasce. Corallo è un appello a guardare alle proprie fragilità, per unirsi e ritrovarsi insieme, finalmente, solo umani. Affinché basti la vita a giustificare la vita.

3 domande a My Girl Is Retro

Dall’uscita di Bordopiscina a oggi, come sono cambiate, se sono cambiate, le tue paure?

Sono passati tre anni dall’uscita di quei pezzi e molte cose ora sono diverse per me, sia a livello musicale che personale. Inevitabilmente riascoltandoli sento un Carlo diverso, che vorrei riassicurare su alcune cose, ma che sento ancora affine per altre. Più che cambiate, direi che le mie paure sono maturate. Nella sostanza sono rimaste quelle, ma non le sento più legate a ciò che sto vivendo nel presente. Le vedo rapportate al futuro. Mi sono trovato a pensare e temere molto di più ciò che mi aspetta, a mettere in discussione la direzione da prendere. Ora rifletto sul senso di quello che faccio, se davvero può servire ad aiutare qualcuno, a mandare un messaggio, a lasciare il segno che vorrei.

Due parole per descrivere Gaetano Bresci

Un eroe ottimista.

Credi che il compito della musica (e dell'arte in generale) sia farci evitare i "buchi neri" o darci la possibilità di raccontarli, magari dopo esserci finiti dentro?

Credo che in senso assoluto sia impossibile trovare una risposta, ma personalmente ogni volta che scrivo lo faccio per poi confrontarmi con chi ascolterà, per iniziare un dialogo, una discussione.
Può essere una terapia per - come dici tu - evitare il “buco nero”, sia una condivisione, ma credo che il cuore sia che è un modo per non sentirci soli in quello che viviamo. Anche se magari non abbiamo nulla da insegnare, nessun modo per evitare il baratro. E credo valga sia quando l’arte la si fa che quando la si fruisce.


Sofia Righetti è filosofa, modella, campionessa di sci alpino e attivista femminista intersezionale. Qualche giorno fa ha denunciato un episodio deplorevole avvenuto durante la visita al Giardino dei Tarocchi, il celebre parco sculture realizzato in Toscana da Niki de Saint Phalle. Il racconto di Righetti ha acceso il dibattito intorno al tema dell’accessibilità dei luoghi della cultura, contro l’invisibilizzazione di alcuni corpi, spesso marginalizzati.

“Sono triste, e mi viene rabbia e invidia a vedere le vostre foto del mare, delle valigie, salutare tutti e lasciare a casa i problemi.
Perché io l’abilismo, la violenza, le aggressioni e il “potevi restare a casa tua” me lo porto dietro anche quando mi prendo dieci giorni per andare in vacanza.
Solo perché esisto e pretendo gli stessi spazi e la stessa dignità di ogni individuo.”
- Sofia Righetti sul suo profilo Instagram


Ormai dovresti saperlo, Fantastico! è anche una rivista trimestrale by Poliniani: viene al mondo per comporre un racconto disorganico, ma con una solidità letteraria. Abbiamo deciso di donarti questo numero autunnale, il primo uscito su carta, magari ti aiuta a sfuggire dalle narrazioni imbruttite presenti sui social o a rinfrescare qualche afoso pomeriggio. Tranne se vivi a Siracusa, in questo caso non possiamo farci niente.

Scarica Fantastico! #3


Le condizioni peggiori per un essere umano sono non trovare lavoro e lavorare (anche andare al mare il 15 di agosto, ma per fortuna succede solo una volta l’anno). Chiudiamo questa prima e unica newsletter di agosto con un inedito dal titolo molto esplicativo.

Lavorare stressa

Dicono che sia il periodo più bello il liceo, ma non ci tornerei, anche se devo fare questo lavoro, perché diciamocelo Aurora, con la laurea in lettere che ci dovevi fare? Passata la cotta per la bit e il momento dark con i Fiori del male, poi hai attraversato la valle di Sturm un Drag e valicato l’ermo colle con una tesi femminista sul Simone de Beauvoir, ti sei ritrovata in una landa di bruma. Coetanei che ululavano di disperazione, altri sprofondati sul divano a inseguire l’ultimo anime disponibile su Netflix, chi abbandonava i sogni impiegato nell’attività del papà e ragazze vestite come delle liceali con un pargoletto tra le braccia e il fidanzato tracagnotto che sembra l’alunno che ha bisogno di sostegno. Una sola domanda ci affligge: Che devo fare? Poi in mezzo alla nebbia si spalanca una porta di luce per noi letterati: il posto statale da insegnante.
Leggi tutto.
- di Giorgio B. Scalia


Il dramma della condizione umana è proprio questo: sei quasi perennemente condannato a vivere nel torto, pensando peraltro d’avere pure ragione.

- Antonio Pennacchi, Canale Mussolini

Come accennato prima, questo è l’unico numero che manderemo ad agosto, abbiamo anche noi bisogno di usare il bonus terme. Ci si rivede a settembre con diario e zaino nuovi e un viaggio che non promettiamo breve. Buon weekend e buon ferragosto!