Fantastico! #95

Nomi. Cose. Città.

Buon sabato mattina! Questo è Fantastico!, qui per tenervi compagnia mentre vi prendete una pausa dalla routine. 

In questi giorni il tempo è particolarmente bello e le temperature miti. Sta anche tornando la stagione delle fragole, e ci stiamo preparando così: 


Nei media risuona l’eco delle opinioni sul catcalling e sulla legge Zan. Proprio perché la parità di genere sembra sia ancora una meta lontana, è importante parlare quanto più possibile del tema. Contribuiamo alla causa parlando di patriarcato, bad sex, abuso e Wonder Woman.

Non chiamiamo bad sex ciò che è abuso 

Settimana scorsa Bebo mi ha passato un articolo del The Guardian che inquadra l’importanza del “bad sex” nel femminismo della nuova ondata. Dopo un’introduzione interessante ma poco pertinente alla tesi centrale dell’articolo, l’autrice fa una distinzione tra good sex e bad sex a partire dalla contrapposizione tra i concetti di consenso e conoscenza di sé. Continuo a leggere anche se secondo me una buona scopata non può dipendere esclusivamente dal consenso e dalla conoscenza di sé, ma credo invece che esse siano le basi a partire da cui si costruisce una buona scopata. Il sesso è una danza che si balla in due (parlo per convenzione e norma, ovviamente ci si potrebbe trovare in contesti in cui si è più di due) e socialmente una scopata è una buona scopata se entramb* raggiungono l’orgasmo. Senza ancora analizzare l’aspetto più personale e, se si vuole, psicologico, del sesso, l’autrice ha già commesso il suo primo errore: ogni corpo è diverso da un altro sul piano fisiologico e biologico, ognuno ha una conformazione millimetricamente propria e delle particolarità fisiologiche soggettive che variano di persona in persona. […]
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di Sara Pilastro


Fantastico! è rapporti stabili, ma anche altalenanti, sporadici, casuali. Torna da noi un’autrice che aveva già popolato le nostre righe qualche tempo fa.

nonsodicosa

«Marshallah, marshallah» gli ripeteva sua madre, guardandolo mangiare da dietro la porta. Provava una sorta di venerazione per tutto ciò che riguardava il suo piccolo grande ometto, e non mancava mai di fargli notare quanto fosse bello e carismatico.

A lui non poteva che fare piacere, nel petto un tripudio di emozioni e sensazioni che lo elettrizzavano, innalzavano il suo ego a livelli spropositati e lo coccolavano per il resto della giornata. Una giornata che si sarebbe sommata a tutte le altre, lente, decisive, monotone. Le ore di lavoro lo costringevano a un’immobilità latente, costantemente sotto sforzo non si dedicava ad altro che non fosse la programmazione della sua macchina. I suoi pensieri erano lenti e banali, seguivano il loro corso senza lasciare spazio d’azione, quelli più turbolenti si esaurivano nel momento stesso in cui la sua mente glieli metteva di fronte. […]
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di Paiaza


Questa settimana sono arrivate anche buone notizie, ad esempio si è liberato il canale di Suez. 

Siamo più contenti per le pecore che venivano trasportate nei container che per tutto il resto. 


Abbiamo, mia cara, grandi similitudini che ci attaccano l'uno all'altra. Forse grandi nevrosi, grandi richieste da fare al mondo, a chi amiamo, a chi vogliamo bene. Abbiamo un'infinità di desideri, di voglie, di slanci, di entusiasmi. Abbiamo una sofferenza in comune che è quella per cui né tu né io amiamo la vita e la guardiamo come una cosa estranea ai nostri percorsi e che non ci interessa più di tanto; benché questa stessa dolorosa sensibilità sia, paradossalmente, la radice di un nostro tutto particolare attaccamento al mondo. Pochi mesi fa qualcuno ebbe modo di infilarmi con un paio di battute: "Non si gioca con l'infinito" e "Devi solo desiderare chi sei". Più tardi mi salutò con un forte abbraccio paterno: "Pensa a quello che ti ho detto. Pensaci semplicemente. Solo a quello che ti ho detto. Né più, né meno." Ora tocca a me abbracciarti in quel modo.

- Pier Vittorio Tondelli, Biglietti agli amici

Il caldo di questi giorni ci ha fatto pensare una sola cosa: riscaldamento globale o botta di fortuna? Ma soprattutto, sarà uno dei pochi anni con il bel tempo a Pasquetta? Troppe domande per la calma del sabato mattina. 

Vi auguriamo tante uova della Kinder e lunghissime giornate di sole. A sabato prossimo!