Fantastico! #97

Nomi. Cose. Città.

Bentornati a un nuovo appuntamento di Fantastico! Siamo sempre noi, o forse no: 


Ben poca ilarità la suscita la morte di Daunte Wright, a proposito di cui vi consigliamo di leggere questo articolo di Allison Gaines. 

The harm of calling Daunte Wright’s death an accident

[...] Potter trained other officers as part of her job. Not only did she have decades of experience on the force, but she also taught others how to serve. Calling this incident an accident gives the officer the benefit of the doubt. And giving them the benefit of the doubt undermines victims of police brutality. It’s a way of patting society on the head and saying, “It’s okay. This was an accident. You’re not seeing a pattern by the police. Everything is normal. Nothing to see here.” Media outlets dropped the ball by contributing to this narrative.
The medical examiner ruled Daunte Wright’s death a homicide. On Wednesday, the district attorney charged Potter with second-degree manslaughter. As the family’s lawyers expressed, we’re not talking about a glass of spilled milk. Wright cannot get back to his family, and his son will grow up without a father. This incident is a tragedy, and calling it an accident undermines that point.
In the video, we can hear the officer express her intention to use her Taser. But that doesn’t change the fact that she shot him at point-blank range with her firearm instead. The police chief discussed the officer’s intent. At this point, he could have tried to console the grieving community. Instead, he leaned into justifying the officer’s actions.
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Ogni tanto qualcuno suona il campanello di Fantastico! e noi non possiamo che aprire la porta sorridendo. Questa settimana vi presentiamo un nuovo volto: Eleonora.

Ricordi estivi

La voce trasmessa in filodiffusione avvisò i passeggeri dell’arrivo del treno delle 9:27 al binario 4, destinazione Rimini. Seduta nella sala d’aspetto della stazione riuscivo a intravedere un viavai di persone, specialmente ragazzi con zaini, sacchi a pelo o sacchetti di carta macchiati di olio o marmellata di albicocca. A questi si aggiungevano altri ragazzi e signori in giacca e cravatta che aspettavano il proprio turno al bar, insieme ad una ragazza che allungava timidamente il collo per vedere quale cornetto comprare e mangiare in treno.
Voltando leggermente la testa notai un capotreno entrare con passo sicuro in tabaccheria, ritirare il tabacco per poi dirigersi, con altrettanto passo svelto, verso le scale mobili. In quel momento pensai che, per essere una piccola stazione ferroviaria della costa adriatica, le persone non mancavano: più persone scomparivano sui treni più ne arrivavano altre, quasi a compiere una sorta di compensazione di spazi.
Dopo aver bevuto una spremuta d’arancia e mangiucchiato un cornetto al miele, mi diressi verso la banchina, aspettando il treno per Rimini delle 9:27. Salii le scale lentamente, soffermandomi su ogni passo fatto e concentrandomi sulla punta delle mie scarpe nuove. Il treno non tardò ad arrivare, e dato che si trattava di un regionale scelsi con calma il posto. Qualunque scomparto mi andava bene, ma volevo che fosse lato finestrino, per godermi il mare d’estate.
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di Eleonora M.


Lunedì si è celebrata la giornata della Cosmonautica, per ricordare la prima volta dell’uomo nello spazio.


E ora eccovi un pezzo estratto dal primo numero della rivista!

Arancia Metal Jacket

Ieri l’altro feci le mie cose.
Il pomeriggio vado a comprare una rete di arance marca Mucilleros al supermercato Rewe, di fronte alla stazione della S-Bahn Deutsche Bahnhof, di fianco all’H&M, opposto a Tiger Copenhagen, dietro un altro coso-commerciale-con-delle-lettere-grandi e le porte automatiche e le luci sparate bianche; tornando verso casa, in una zona residenziale, vedo una nutrita cricca di bikers metallari proto-nazi al pascolo, raggruppati in una piazzetta fuori da una birreria pangermanica. La sera, in cucina, spremo e bevo tutte le arance aranciate, con un sorseggio lento e silenzioso, non esaltato, immobile in piedi fissando la parete fluida di colori; prendo quindi la chitarra Yamaha e canto ai muri una piccola ranchera messicana (La Cruz De Olvido di Alvaro Torres), poi improvviso un breve flamenco fine a se stesso e poco convinto e inizio uno youtube sul making-of del film Eyes Wide Shut, con lungo focus a metà video sulla tortura emotiva che Stanley Kubrick avrebbe effettuato su Nicole Kidman.
Occhi sbarrati aperti, duemilaeuno odissee nello spazio di orizzonti di gloria che luccicano.
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di Alessandro Maynam


Chiudiamo la newsletter con un articolo molto interessante de Il Post sul Wikiracing. Non sapete di cosa si tratta? Un motivo in più per leggerlo. 

Quante pagine di Wikipedia separano Marty McFly da Massimo D’Alema? 

Intorno alla più grande enciclopedia online al mondo, Wikipedia, sono sorte nel corso di oltre vent’anni pratiche, storie e aneddoti paralleli non molto conosciuti ma spesso utili a spiegarne il funzionamento e i dettagli. Uno degli elementi fondamentali di tutta l’enciclopedia, ossia la cospicua presenza di collegamenti ipertestuali tra una voce e un’altra, è anche alla base di un gioco online. Si chiama Wikiracing, è noto da molti anni soprattutto all’interno di certe comunità di appassionati statunitensi, e riemerge ciclicamente in nuove discussioni tra utenti sui social.Il gioco richiede soltanto l’utilizzo di un browser e consiste in una gara che tiene traccia dei passaggi tra le pagine dell’enciclopedia attraverso i link interni. A partire da una voce di Wikipedia, in genere selezionata casualmente, occorre immaginare, trovare e seguire un percorso che porti a un’altra voce definita in partenza, apparentemente priva di qualsiasi relazione intuibile con la pagina iniziale.
Esistono varie versioni del gioco ma quelle principali sono due. Una – la più famosa – tiene conto del tempo complessivo per arrivare dalla prima all’ultima pagina (Speed Wiki), l’altra tiene conto del numero complessivo di passaggi intermedi (Click Wiki).
Scopri di più sull’argomento


Il male sta nelle parole che la tradizione ha voluto assolute, nei significati snaturati che le parole continuano a rivestire. Mentiva la parola amore, esattamente come la parola morte. Mentivano molte parole, mentivano quasi tutte. Ecco che cosa dovevo fare: studiare le parole esattamente come si studiano le piante, gli animali... E poi, ripulirle dalla muffa, liberarle dalle incrostazioni di secoli di tradizione, inventarne delle nuove, e soprattutto scartare per non servirsi più di quelle che l'uso quotidiano adopera con maggiore frequenza, le più marce, come: sublime, dovere, tradizione, abnegazione, umiltà, anima, pudore, cuore, eroismo, sentimento, pietà, sacrificio, rassegnazione.

- Goliarda Sapienza, L’arte della gioia

Aprile sta scorrendo veloce, in un batter d’occhio è passata un’altra settimana e il 1°maggio è sempre più vicino. Prima di rendercene conto sarà estate, o almeno si spera. Buon sabato e buon pranzo!