Fantastico! #99

Nomi. Cose. Città.

Bentornati a un nuovo appuntamento di Fantastico!
Per una volta cominciamo con una nota di speranza: il DDL Zan è stato calendarizzato e verrà discusso entro la fine di maggio.


Incrociamo le dita. D’altronde, ce lo insegna anche Samuele: si muove chi non sa cosa volere o chi sa fare la rivoluzione.

Come stai vecchio io

Come stai, vecchio Io?
Il tuo culo
è sprofondato in poltrona.
Guardi come gira
questo pianeta:
un giro al giorno
da miliardi di anni.
Dicono che da un po’
giri più forte.
Signora mia,
sarà la globalizzazione,
sarà che ormai manca
ogni mezza stagione.
Leggi tutta la poesia
-
di Samuele Abagnato


Come reagireste se vostro nipote portasse a casa un pesce panda? Ma soprattutto, vi siete mai chiesti cosa sia un pesce panda?

Il pesce panda

Mio nipote è tornato a casa con un pesce. Un pesce panda che ha schiaffato in una boccia di vetro. Si chiama Kevin, un nome idiota. Mio nipote. Al pesce non so che nome abbia dato.
Cristina ha lodato l’affare concluso alle fiere degli animali. Bella stronzata, farà la fine dell’iguana morta di freddo. Kevin la teneva in terrazza e quel dicembre nevicò. Non potevo intervenire, in quel periodo vedevo la neve scendere dalla finestra sporca dell’ospedale. La gamba in trazione, la prima volta della morfina grazie a Patti, che resta un dottore mediocre.
Li sento parlare di sopra, non so che dicono. Le voci filtrano snaturate, forse c’entra qualcosa il vuoto della cappa. Non so perché ma la cucina è l’unico luogo in cui riesco a muovermi senza bastone. I mobili ravvicinati e il poco spazio mi rassicurano, come i gesti quotidiani. Mi è rimasto poco altro. Anna adorava apparecchiare, ho ereditato questa passione assurda. L’acciottolio di stoviglie, il tepore dei bicchieri di lavastoviglie. Oliera come tocco finale.
Sono ancora di sopra a vedere il pesce. Presto mia nuora si leverà i tacchi, scenderà e metterà canale 5. Rintuzzo il fuoco e metto sul piatto le patate lasciate sotto la cenere, se le vogliono se le sbucceranno. 
Continua il racconto
-
di Tarek Komin


Avete saputo che la nuova misura economica presentata da Mario Draghi si chiama “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”?

Sì, resilienza. Esiste forse un termine più inflazionato in questo periodo storico?


Saper comunicare nel modo corretto è importante, ce lo insegna Annamaria Testa in questa intervista tratta dal quarto numero della nostra rivista.

Scrivere è come cucinare i carciofi

Iniziamo con un gioco: quali sono i primi “Nomi, Cose, Città (reali o immaginarie)” che le vengono in mente e perché?

Potrei risponderle “martello rosso”, perché questa domanda ricorda il Test di Beatrice (Pensate come il 98% della popolazione? Su:www.psichesoma.com).
Il che porterebbe immediatamente a un secondo concetto: l’associazione di idee.
In realtà, le prime cose che mi vengono in mente in risposta a una domanda-stimolo generale com’è questa sono: Milano (la mia città), il nome di mio figlio e poi due oggetti comuni: “libro” e “mela”.
Il motivo è banale: si tratta, appunto, di risposte ovvie e automatiche. Questa, per inciso, è la ragione per cui chi fa lavoro creativo dovrebbe imparare a fare due cose: in primo luogo porsi quesiti il più possibile specifici. In secondo luogo, obbligarsi ad andare più a fondo, scartando in fretta le prime soluzioni o risposte che vengono in mente.
Vai all’intervista completa
-
di Ilenia Adornato


Se, nonostante quanto scritto quassù, siete ancora intenzionati a intraprendere questa mirabolante carriera [...], sappiate che andrete incontro a cocenti delusioni, ma quantomeno troverete sulla strada un po’ di volti gentili e una buona dose di sorrisi: gente che, fuori da ogni logica, ancora ci crede davvero. Roba da matti. [...]
Beati loro, beati noi.

- Dario Brunori, Cosa volete sentire

Oggi è la Festa dei Lavoratori. Fa strano festeggiare una giornata così, soprattutto per tutti i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo, ormai fermi da un anno e che quasi sicuramente saranno gli ultimi a ripartire.
Per questa settimana non abbiamo una battuta sagace con cui chiudere, speriamo solo in tempi migliori per tutti.