Mi raccolgo

Mirta

Quando ostile 
il mondo pare,
ancor più forte,
come diamante,
ancor più forte,
la tua volontà,
unica forza ,
un nuovo inizio,
può diventare.

Ci guardiamo 
come i bambini
le caramelle,
ma non sarò un capriccio
non detto
storto 
ubriaco
Perché voglio averti sempre
Senza il vino,
la droga,
la scusa.

Sei quello che mi manca 
In una domenica di sole
Anche quando fuori fa freddo
e non si esce
e non servono parole

Estate
Sembri infinita
Cieli tersi senza tempo
Finisco la cena
Ma vedo ancor pomeriggio.
Estate 
Ti diverti a confondere
Tramonti ribelli
Saltano l’aperitivo
O io ho voglia di spritz 
troppo presto.

Scivola via il giorno
nei rigagnoli a bordo strada.
I giorni piovosi,
la vita sospesa
il tempo si accomoda
nella nebbia densa,
lascito della tempesta. 
Mentre le cime si scoprono
lei si prende le valli:
il cielo che si fa un giro tra i boschi.
Io la giornata l’ho già dimenticata,
camminando tra le nuvole,
sopra il muschio impregnato,
piedi scalzi 
capelli sciolti
acuisco tutti i sensi
tranne la vista che metto a riposo,
l’unica mossa da fare dentro 
una pioggia a metà
che bagna
ma non cade
Un po' come oggi
la vita
che spaventa
ma non uccide
anzi fa ridere
soprattutto quando 
sfreccia sul bagnato
infradiciandoti 
coi rigagnoli a bordo strada.

Ieri era un mattino sbagliato,
ma me lo hai suggerito con la voce calda
come le tue mani,
che non ero su un’isola,
ma su una barca già in viaggio
c’era la pioggia fuori, batteva il ritmo sul cofano,
io però sentivo il tuo scorrere nei polsi.
Ne ho fatto un totem
Per ricordarmi il sorriso della realtà.
Ieri è stato un giorno al contrario, 
che ho rovesciato e stirato per riporlo al suo posto
in camera da letto,
quella che mi riordini tu
quando io ho sempre e solo 
accartocciato le lenzuola


Guardo il mio riflesso nello schermo
voglio bucarlo
attraversarlo
entrarmi negli occhi
e dipingere ad acquerello
il melanconico film
a fotogrammi del mio passato
usare anche il sangue, la bile 
per trovare il giusto colore
degli sforzi
delle grida mute
ormai cicatrizzate 
con anni di silenzio.
Poi cambiare rotta, ma
ripartendo dal mio viso
con gli occhi storti
come i denti 
e il sorriso che sale più a sinistra,
cominciando da un autoritratto 
che i colori del presente
che sono tutti disponibili 
fuori dai miei sentimenti peggiori.