Fantastico! #66

Nomi. Cose. Piacenza.

Benvenuti al sessantaseiesimo appuntamento di Fantastico!

Io sono Rebecca, ma anche no. Oggi tocca a me introdurre questo numero densissimo. Lasciare tracce è volontario oppure no? Io dico che a volte è meglio guardare ogni tanto cosa ci si lascia alle spalle e magari raccogliere i pezzi, come gli animali percorriamo il nostro tragitto secondo i nostri bisogni.

Altra cosa: siamo sicuri che vogliamo trasformare le nostre montagne in lunapark? Io dico che proprio no.

Ma bando ai vaneggi e addentriamoci in questa bellissima foresta:

- Iniziamo con una Sara Pilastro che si sente in gabbia, riflette sui suoi confini e su quelli del mondo, con tanta foga da lasciare ematomi sulle gambe. Attenzione.

- Silvia G. segue le impronte di sé stessa in un viaggio metafisico ma dove i luoghi sono reali, eccome.

- Incazziamoci e riflettiamo insieme a Sturoimarco, seguendo il suo ritmo, la sua camminata, i graffi che lascia sulle cortecce degli alberi e anche sulle nostre vite, dove ogni tanto ci dimentichiamo di avere i paraocchi. Feel the fuckin’ bloody  beat.

- Questa settimana segue con noi il sentiero anche Nancy, con un pezzo fatto di pezzi, esangue e intenso. Lungo il sentiero ci sono tracce di sangue. Vai, ragazza coraggiosa.

-  The boss Alberto Bebo Guidetti ci regala una cascata di versi. C’è la rivoluzione, c’è pure Gesù. Ma in realtà ci siamo tutti dentro.

- Chiude la fila del sentiero Shadia, con parole delicate, intense da far male. Ribelle, sensuale. State certi che le sue impronte resteranno ben visibili, nel silenzio a vederle le vostre viscere tremeranno di consapevolezza. Non vi perderete.

È stata una settimana strana e piena di oblio, stanchezza e lacrime. Una settimana in cui non ci capiamo un po’ nulla di quello che sta accadendo intorno a noi. E direi pure che a volte è meglio sbattersene e proseguire per la propria strada, urlare “io non ho paura, io continuo a lottare”. In un mondo di merda non ci vogliamo vivere no? Da riottosa, però, poi mi metto in mutande in terrazzo tra le mie piante e respiro un po’ di quiete.

Sguardo in avanti e pugno alzato ragazzi, sempre.

"Io le invettive non le lancio contro nessuno, non mi piace scagliare anatemi, gli anatemi sono espressioni di fanatismo e v'è troppo fanatismo nel mondo". 

   – Enrico Berlinguer, Intervista a Oriana Fallaci, 1980

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Non diventeremo degli influencer, potete giurarci.

Nel frattempo: ehi, buon lunedì e spaccate culi, non lasciatevi fottere dal caldo!

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