Fantastico! #68

Willy. Cose. Città.

Benvenuti al sessantottesimo appuntamento di Fantastico!

Io sono Sara e ho perso troppe chiavi di casa. Per fortuna c’è F!, che non ha bisogno di proteggersi con alcuna serratura. Sedetevi sul divano e lasciatevi cullare dalle nostre storie; vi teniamo al riparo dal maltempo:

- In pole position Letizia ci racconta la vita in cima e la sospensione del giudizio per chi, come la maggior parte delle persone, pensa troppo.

- Medaglia d’argento per Michiamanofab, che con questa storia ci porta a spasso per le strade di una mente che non è la sua, ma potrebbe benissimo essere quella di chi sta in fila dietro di noi al supermercato. Mrs. Dalloway lo guarda e fa un leggero cenno del capo in segno di approvazione.

- Tenetevi forti: Marco Corvaia entra in medias res. Parla di schiene voltate e mediocrità attraverso un personaggio che non si piega agli schemi del destino della provincia, che in Italia è uno stato mentale. Lasciate i giudizi morali sul comodino prima di leggere.

- Dover presentare Lerio è come dover presentare l’Oscar al miglior film: che onore, ma ogni parola è riduttiva. È arrivato il morto della settimana direttamente dalle colline fuori Berlino, accoglietelo con un caldo giro di applausi.

- Marta ci porta in Emilia e fa scacco matto alla polvere che si accumula sulle poltrone delle case vuote, riportando in vita memorie agrodolci. Tre generazioni mano nella mano, due personaggi femminili molto forti, al loro fianco una gatta.

- Sbrogliare la rete ingarbugliata del dolore e trovare serenità, scoprendo la gioia come musa ispiratrice. L’unica certezza è che qualche lacrima scenderà, sia di tristezza che di felicità. Non sono riuscita ad aspettare l’uscita della newsletter per far sapere a Shadia quanto mi piace il suo pezzo di questa settimana, le ho scritto un messaggio appena ho finito di leggerlo. Ebbrava Shadia.

Puntuale come ogni anno arriva la fine dell’estate. È inutile che vi ribelliate, tra poco è ora di fare il cambio armadi. So che vi state ascoltando in loop Wake me up when September ends, Impressioni di settembre e Capire settembre, ma io sono qui per scardinare la depressione settembrina, quindi vi do tre alternative:

- Earth, Wind and Fire – “September”

- Xavier Rudd – “12th of September”

- Pity Sex – “September”

Nessun cambiamento intende essere negativo, neanche quello che si suppone che settembre porti con sé: ciò che lo rende tale è la vostra attitudine nei suoi confronti. Affrontate il nuovo mese a testa alta e guardate le cose da un’altra prospettiva! Fantastico! può aiutarvi in questo: da 68 settimane scandiamo l’inizio di una nuova settimana. Lasciateci entrare nella vostra routine, non vi deluderemo!

L’unico cambiamento che è necessario, soprattutto oggi, è l’estirpazione della violenza in ogni sua forma. Willy Monteiro Duarte aveva 21 anni ed è stato ucciso a Colleferro perché è intervenuto in una rissa nel tentativo di sedarla. Buttato a terra e massacrato di calci e pugni, quattro contro uno. Questo non è un caso isolato o di follia ingiustificata. Di fronte a episodi tanto brutali non serve razionalità chirurgica per distinguere il bene dal male, quindi “trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato” non può che essere una giustificazione becera per un atto vile e infimo, volto all’ostentazione della forza del gruppo sul singolo. Non ci deve essere riposo fino a quando tutti avranno capito che non ci sarà democrazia finché persiste il dispotismo: nessuno deve avere il potere di prevalere o sopraffare gli altri, tanto meno di mettere fine alla vita altrui. Adesso basta.

“Mi sono rotto il cazzo […]
dei fascisti col culto del corpo che diventano campioni di greco-romana
e poi fanno gli agguati ai ragazzini di notte
in cinque contro uno,
mi sono rotto il cazzo che non sono d'accordo con te
ma morirei affinché tu possa dire la tua stronzata
che poi i nazisti sono giovani che amano la politica
i comunisti prendono a modello Cristo
mentre i preti contestualizzano bestemmie
e nella guerra per la pace vince da sempre
il voto moderato”

- Lo Stato Sociale, Mi sono rotto il cazzo (in Turisti della Democrazia)

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Nel frattempo: ehi, buon lunedì sera!